Politiche per gli Anziani
La mia proposta politica sul tema degli anziani per il Comune di Rovereto

Vorrei riprendere il tema dell’invecchiamento e delle politiche rivolte all’anziano che spesso, nella recente campagna elettorale per il Consiglio comunale di Rovereto, sono state affrontate sui media locali e da alcuni candidati nella limitata, per quanto importante, chiave di lettura dell’assistenza nelle RSA.

La popolazione anziana, per numerosità e potenziale di fragilità che esprime, sia sotto il profilo della salute e dell’autosufficienza che sociale ed economico, necessità di una particolare attenzione da parte delle istituzioni e di chi si propone per guidarle, che non può che avere un respiro ampio ed articolato. Su una popolazione residente a Rovereto di 40.315 persone (fonte l’annuario statistico del comune 2019), la popolazione anziana - ultra 65enne - ne rappresenta circa un quarto (23,77%, 9582 persone). Di questa oltre la metà ha più di 75 anni (12,59% di tutti i residenti). Il rapporto fra la popolazione roveretana in fascia di età non lavorativa e quella in fascia lavorativa - indice di dipendenza - è oggi pari al 61,7% (cresciuto in dieci anni di quasi 14 punti percentuali ). Circa un terzo degli anziani a Rovereto vive da solo (2287 persone), e quando percepisce la sola pensione di vecchiaia (tipologia che costituisce, secondo dati ISPAT, circa il 30% delle pensioni erogate in Trentino nel 2018) si deve accontentare di 603 € al mese.

L'invecchiamento della popolazione è un problema prioritario, richiede una strategia politica di ampio respiro e partecipata nel suo sviluppo, deve certamente affrontare il tema delle RSA, ma deve anche considerare gli investimenti in prevenzione, qualità della vita e dell'ambiente, l’inclusione, il coinvolgimento della comunità in un’ottica di corresponsabilità e welfare generativo.

Ritengo che questa strategia debba svilupparsi almeno su tre direttrici principali:

Le politiche rivolte all’anziano in salute ed autosufficiente , che devono essere essenzialmente tese alla prevenzione dell’isolamento e della fragilità economica, fornendo occasioni di socializzazione ricreative e culturali, ma anche di valorizzazione delle singole potenzialità in una prospettiva di welfare generativo e circolare. Gli anziani sono risorse attive nella costruzione di una comunità solidale e partecipata. Il Comune, assieme alle altre istituzioni preposte, però deve garantire una rete di servizi che in modo attivo monitorino ed intervengano con strumenti di prevenzione e sostegno nelle situazioni fragilità economiche, abitative e più in generale sociali. E’ necessario ricorrere alle risorse autogenerative presenti nella comunità, quali il volontariato sociale.

Le politiche rivolte agli anziani parzialmente autosufficienti , con interventi assistenziali di supporto in spazi de-istituzionalizzati e socializzanti; sto pensando ad esempio a iniziative come il co-housing, non solo fra anziani, ma ad esempio intergenerazionale, includendo anche l’integrazione dei migranti; ma penso anche ai centri diurni ed alle iniziative delle associazioni e delle cooperative sociali. Quindi politiche e iniziative che facilitino la presa in carico dell’anziano da parte della famiglia. Sto pensando ad esempio ad istituti ed interventi orientati alla conciliazione vita/lavoro, a contesti abitativi pubblici adatti a nuclei familiari allargati, assegni familiari per nuclei bisognosi, ma anche alle figure sanitarie che possono rendere possibile l’assistenza a domicilio. In questa direzione ritengo ormai indispensabile l’introduzione dell’infermiere di famiglia, figura che si sta iniziando a sperimentare in Trentino, come penso sia non più procrastinabile l’istituzione delle cosiddette Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), ovvero le aggregazioni di medici di medicina generale che operando assieme garantiscono la completa e continua presa in carico dell’utente. Il Comune può porsi come interlocutore e stimolo nei confronti della PAT affinché questi modelli assistenziali possano vedersi realizzati anche a Rovereto.

Le politiche rivolte agli anziani non autosufficienti ed in particolare allo sviluppo delle strutture intermedie e residenziali. Sotto il profilo strettamente strutturale Ancorché nell’ambito dei protocolli d’intesa con la Provincia sono necessarie, oltre al completamento ed attivazione della RSA di Piazzale De Francesco, sia la realizzazione della terza RSA (per la quale devono essere messi a disposizione i fondi da parte della Provincia anche ricorrendo ai finanziamenti straordinari dell’Unione Europea) che la ristrutturazione della RSA Vannetti, che deve tener conto non solo delle esigenze di socializzazione dei residenti, ma anche delle mutate esigenze sanitarie anche, ma non solo, alla luce della epidemia da Coronavirus.

Sotto il profilo organizzativo le politiche devono tener conto dei bisogni dell’utenza. E’ del tutto evidente che nelle RSA, negli anni, i bisogni dei residenti sono diventati sempre più complessi a causa dell'aumento dell’età media, delle co-morbilità, delle politerapie (una indagine UPIPA del 2018 rivela che i residenti hanno profili di complessità secondo la valutazione SVAMA nel 44% dei casi gravi, e nel 41,9% medi). Negli ultimi anni gli ospiti delle RSA hanno aumentato notevolmente i problemi di salute e di dipendenza ed i loro bisogni sono evoluti verso un aumento significativo di quelli sanitari e assistenziali. L’amministrazione Comunale deve farsi portavoce presso il governo provinciale della necessità di ripensare, la governance e la forma organizzativa delle RSA, partendo da un’analisi attenta e sistematica con un metodo strutturato coinvolgendo tutte le parti interessate (istituzioni rappresentanti le amministrazioni, gli operatori, i residenti e i familiari). Questo ripensamento tuttavia non può prescindere dallo sviluppo e rafforzamento quali-quantitativo della componente sanitaria. E’ ormai del tutto evidente che per la sicurezza dei residenti e degli operatori sia improcrastinabile la revisione dei criteri per le dotazioni organiche incrementando significativamente la componente infermieristica in relazione al livello di complessità assistenziale dei residenti, alle caratteristiche organizzative e strutturali del contesto, alle competenze necessarie ed al modello assistenziale. Per rispondere in modo efficace ai bisogni prioritari dei residenti oltre all’aumento dell’organico è necessario investire in modo strutturato e sistematico sullo sviluppo di competenze avanzate specialistiche degli infermieri, attraverso il finanziamento della formazione post laurea, ed il riconoscimento formalizzato e retribuito di posizioni di responsabilità clinico-specialistiche e gestionali. E’ poi necessario adottare strumenti che possano incidere sulla riduzione del turnover del personale infermieristico ad esempio equiparando le retribuzioni ed il livello giuridico degli infermieri previsto nel contratto degli enti locali (ed applicato nelle RSA) a quello della sanità, prevedendo uno sviluppo di carriera orizzontale (con le specializzazioni di cui sopra) ma anche verticale, prevedendo non solo posizioni strutturate di coordinamento ma anche dirigenziali. Sul fronte della governance infatti è necessario ridisegnare il modello di direzione sanitaria, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle problematiche organizzativo sanitarie.

Le RSA tuttavia sono elementi di un sistema complesso di presa in carico dell’anziano non autosufficiente inserito nella comunità di riferimento, costituito dall'insieme di strutture, professionisti, operatori sociali, volontari e familiari che l’Amministrazione comunale deve sostenere e contribuire a svilupparne il funzionamento.

Infine, nell’ambito delle politiche rivolte all'anziano non autosufficiente si colloca il grande tema delle demenze e dell’alzheimer , patologia sempre più diffusa e con ripercussioni devastanti sul nucleo familiare in cui vive la persona colpita da questa malattia. E’ fondamentale sviluppare spazi per la presa in carico dei pazienti (centri diurni a misura di persona e diffusi sul territorio), finalizzati sia alla miglior risposta terapeutico-assistenziale che al sollievo per le famiglie colpite dal dramma. Ma anche favorire e sviluppare sinergie con gli istituti di ricerca presenti sul territorio finalizzate allo studio per il miglioramento del trattamento.

Questi sono aspetti che come candidato alle elezioni del Consiglio comunale di Rovereto nella lista Rovereto Futura ho sostenuto quali priorità nelle politiche rivolte all’anziano, a che continuerò a promuovere anche nel ruolo di Consigliere Circoscrizionale.

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